visitare Praga: il quartiere ebraico
Nel 1618 Praga diede inizio alla guerra dei trent’anni con la famosa defenestrazione di Praga. Uscita sconfitta dalla guerra, Praga vide abolita la tolleranza religiosa, e poco dopo la città soffrì anche delle occupazioni sassone e svedese.
Dal 1939 al 1945 la comunità ebraica di Praga pagò il suo tributo di vite umane alla brutale dominazione nazista (circa 50 mila furono gli Ebrei praghesi morti in questo periodo).
Oggi l’insieme di edifici d’uso laico e religioso che costituiscono il ghetto ebraico (situato in una zona di Stare Mesto) sono stati trasformati in una sorta di grande museo all’aperto. Tra gli elementi più importanti spiccano il municipio ebraico, una costruzione rinascimentale con aggiunte barocche e il vecchio cimitero ebraico, molto suggestivo per l’assieparsi di circa 20 mila sepolture in uno spazio molto ristretto, con il conseguente ammassarsi di pietre e lastre tombali, le cui epigrafi spesso ricordano anche l’appartenenza del defunto ad arti, mestieri o classi sociali. Nel ghetto sorgono poi alcune sinagoghe: le più antiche sono la sinagoga vecchio-nuova e la sinagoga Pinkas (che deve il nome ad un rabbino che vi abitò); la più particolare e meritevole di una visita è senza dubbio la sinagoga spagnola, dai tratti moreschi, e che ricorda l’Alhambra di Granada. L’edificio deve infatti il suo nome ad un gruppo di Ebrei iberici, trasferitisi a Praga per sfuggire alle persecuzioni in Spagna e Portogallo.




