il museo del vascello affondato
A Stoccolma, in Svezia, si trova il Museo Vasa (Vasamuseet), che ospita un galeone del Seicento recuperato quasi intatto dopo il naufragio avvenuto durante il suo viaggio inaugurale, nel 1628.
Il vascello si chiamava Regalskeppet Vasa, cioè “Nave di Sua Maestà Vasa”, la casata cui apparteneva l’allora re di Svezia Gustavo II Adolfo. Fu proprio lui a volere la costruzione di questa imponente nave da guerra, una delle più grandi del suo tempo, con una stazza di 1200 tonnellate; aveva tre alberi, era in grado di portare dieci vele ed era dotato di ben 64 cannoni.
Ma oltre a questo equipaggiamento che doveva impressionare i nemici, il galeone doveva anche esibire il potere e lo sfarzo della corte; perciò, in occasione del suo viaggio inaugurale, la nave fu letteralmente appesantita con 700 statue poste lungo le fiancate, tonnellate di quadri, arredi, vasellame, cristallerie… Il livello di immersione dello scafo raggiunse pericolosamente i portelli dei cannoni.
A ciò si aggiungano le interferenze del re durante la costruzione, il quale, senza avere un’adeguata preparazione tecnica, chiese delle modifiche strutturali, come l’allungamento della chiglia e l’aggiunta di un secondo ponte di cannoni. Ne risultò un vascello maestoso, ottimamente equipaggiato e armato, ma troppo lungo e alto; in poche parole, pericolosamente instabile!
E così il 10 agosto 1628, durante il suo viaggio inaugurale, il Vasa, dopo alcune folate di vento, si inclinò e l’acqua iniziò ad entrare nello scafo attraverso i portelli dei cannoni. In breve tempo si inabissò nelle basse acque appena fuori del porto Stoccolma; le vittime del naufragio, fortunatamente, furono “solo” una cinquantina.
Pochi decenni dopo, nel 1663, venne recuperata buona parte dei cannoni, in prezioso bronzo, ma il recupero vero e proprio avvenne solo a partire dalla fine degli Anni Cinquanta del Novecento. Il relitto del galeone Vasa, venne rimorchiato nei cantieri navali di Stoccolma, dove fu costruito un apposito cantiere – laboratorio, oggi museo.
Particolarmente significativo è stato il recupero delle sei vele non spiegate al momento del varo, ottimamente conservate. Le parti completamente perse, come il sartiame, furono ricostruite fedelmente; completo anche il recupero dei cannoni rimasti e delle palle di cannone in ghisa. Eccezionale poi il ritrovamento e il restauro di oltre 26.000 oggetti che si trovavano all’interno del vascello, materiali marinareschi o militari, ma anche di uso comune.
Tutto ciò si può visitare all’interno del Museo Vasa, aperto nel 1990 sull’isola di Djurgården, a Stoccolma: http://www.vasamuseet.se/sv/Sprak/Italiano/



