cosa vedere ad Amsterdam – parte seconda
I due secoli successivi portarono le guerre con Francia e Inghilterra, e quindi un periodo di declino, dal quale Amsterdam si risollevò alla fine dell’Ottocento, con la rivoluzione industriale.
Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche occuparono la città e deportarono quasi 100.000 ebrei (Anna Frank era una di loro, e la sua casa è oggi un museo).
Negli anni Sessanta e Settanta Amsterdam divenne famosa per la politica di tolleranza verso le droghe leggere e la prostituzione (famoso ancora oggi il De Wallen, il quartiere a luci rosse). Di questi anni si può ancora respirare l’atmosfera nella zona di Waterlooplein, ora non più affollata di hippy, ma paradiso dei cacciatori di tendenze, e nella piazza di Nieuwmarkt, dove negli anni Settanta sorse il quartiere cinese, e, ancora più in generale, ovunque l’occhio si posi sulle stravaganze dei suoi abitanti in fatto di abbigliamento e di arredamento.
Gli anni Novanta furono anni di boom economico; il vecchio centro storico venne restaurato e furono realizzati nuovi quartieri, soprattutto a est della città, laddove un tempo sorgevano cantieri navali e magazzini. L’area occupata dalle isole di Java, Borneo, Sumatra e KNSM divenne quindi un laboratorio a cielo aperto per molti giovani architetti.
Uno degli edifici emblematici è il NEMO, Centro nazionale della Scienza, realizzato nel 1998 dall’italiano Renzo Piano e il ponte van der Welde che lo collega alla zona della stazione centrale. In questa zona orientale si possono trovare abitazioni a prezzi più contenuti, negozi particolari, gallerie d’arte, molti locali di tendenza affollatissimi nei weekend e addirittura uno stabilimento balneare!





